Tassazione Forex

La tassazione forex, ovvero come e quanto debbano essere tassati i guadagni che si ottengono nel mercato delle valute. é stata al centro di una diatriba terminata nel 2010 con una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate e infine con la modifica al TUF, dello stesso anno, che ha parificato i contratti stipulati sul forex ai contratti finanziari derivati.

Inizialmente, in assenza di specifiche disposizioni di legge che riguardassero il forex, si applicava la previsione generale stabilita dall’art.67, comma 1 lett. c-ter e comma1-ter DPR 917/1986 TUIR, a quale diceva che le plusvalenze su valute erano sottoposte a tassazione solamente qualora le stesse fossero state detenute per oltre sete giorni lavorativi e per importi superiori agli ex 100 milioni di lire, ovvero 51.645.69 euro. Considerato dunque la specifica operatività del mercato forex, che è principalmente intraday, chiudendosi tutte le operazioni in giornata, ne risultava un tipo di operatività esente da tassazione. Eventuali posizioni che superavano i due limiti previsti dalla normativa fiscale avrebbero dovuto seguire la regola generale della tassazione delle plusvalenze secondo la dichiarazione dei redditi del singolo investitore.

La svolta è giunta nel 2010, anno nel quale l’Agenzia delle Entrate, in risposta all’interpellanza di un cittadino, ha chiarito che le plusvalenze che si realizzano nel mercato forex sono da ritenersi tassabili ai sensi  del punto c, co 1, dell’art. 67 TUIR. Perdono dunque di importanza sia l’ammontare dei 51.645.69 euro che i 7 giorni di detenzione della valuta straniera e gli utili riportati sul forex devono essere indicati in dichiarazione dei redditi, nell’apposito quadro RT – sezione II e soggetti a una tassazione del 12.50%. Non solo, le minusvalenze sul mercato forex, ai sensi dell’articolo 68 TUIR, non sono deducibili e dunque l’imposta a liquidarsi è del 12.50% sulla sommatoria di tutte le plusvalenze ottenute.

Nel corso del medesimo anno, però, la normativa fiscale riguardo la tassazione forex ebbe un ulteriore variazione, anche sostanziale. Infatti il Testo Unico della Finanza subì una modifica includendo i contratti di acquisto e di vendita di valuta nei contratti finanziari differenziali, parificati dunque agli strumenti finanziari derivati. Questo ha comportato la parificazione dell’attività che si opera sul forex a quella di qualsiasi altro strumento finanziario derivato, tassato con una aliquota del 12.50%, ai sensi  dell’art. 67, co. 1, lettera c quater), del TUIR.

Si è pertanto aperta la possibilità per le persone fisiche di richiedere all’intermediario di versare in loro conto l’imposta sostitutiva, rendendo la tassazione forex semplice anche per i meno esperti e liberando chi opera nel forex da complessi calcoli e da rischi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Infine a far data dal 1 gennaio 2012 l’aliquota è stata elevata al 20% come per gli altri strumenti finanziari di cui all’art. 67, co. 1, lettera c quater), del TUIR.

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